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Aprile 1946: nasceva il primo laboratorio, nel contesto dell’elegante palazzo Guarini, in piazzetta Falconieri, a Lecce.

All’epoca, la struttura era utilizzata dal dottor Roberto Licastro, cardiologo in Lecce ed allievo, insieme al dottor Pignatelli, del Professor Luigi Condorelli, Direttore della Clinica Medica di Catania: fu proprio lui, che invitò l’amico Pasquale a collaborare nelle due stanzette, site nel centro della città, che dopo poco videro il nascere della nuova struttura d’analisi.

Era un momento particolare, per il popolo italiano, appena uscito dal secondo conflitto mondiale.

Nel contesto della piccola provincia salentina, la grande disponibilità e il sorriso del giovane e tenace dottor Pignatelli, dall’affascinante accento settentrionale, seppero conquistare la fiducia dell’utenza.

Chi varcava l’ingresso del laboratorio, sapeva di poter incontrare un uomo pronto a mettere a disposizione il proprio sapere e la propria umanità, cercando di dare una soluzione ai vari problemi che gli venivano sottoposti. Tutto questo grazie anche al generoso supporto della moglie Angela, che lo sosteneva in tutte le scelte.

Dalla mattina alla sera il dottor Pasquale era impegnato in analisi, ricerche a lume di petrolio, approfondimenti, studio e corse presso i domicili degli ammalati da sottoporre a trasfusioni. L’attività laboratoristica richiedeva la sua costante presenza, soprattutto nell’operatività quotidiana, per la quale era necessaria, al tempo, tanta manualità, con le prime centrifughe, la preparazione di reagenti ed emulsioni, la messa a punto e rinnovo della germoteca e tanto altro ancora.

I frutti del “buon lavoro” non tardarono a farsi vedere: gli impegni quotidiani crescevano giorno dopo giorno.  

Nel 1950 arrivarono la prima segretaria, la signora Wanda Spongano ed il tecnico Settimio De Donno, a supporto delle varie fasi d’analisi ed amministrative.

La classe medica, che operava a stretto contatto con la piccola struttura, non mancava di gratificare l’operato e l’apprezzata azione dell’analista, sempre attento e pronto a prestare la propria professionalità, per dare una risposta tempestiva alle nuove patologie che caratterizzavano quegli anni, (tifo, malaria, tubercolosi, febbri, etc.) o urgenze mediche (trasfusioni, salassi, etc.).

Ben presto fu necessario un nuovo ampliamento dell’organico. Entrarono a far parte del laboratorio Steno Tangolo e Maria Liaci, figure storiche che con la loro disponibilità, professionalità e abnegazione, permisero al dottor Pasquale di svolgere meglio la sua attività, contribuendo all’affermazione sul territorio.

Non esistevano giorni dedicati al riposo, in quanto la necessità di seguire i vari passaggi analitici richiedeva presenza costante nella struttura. Questa dedizione al lavoro non era imposta dal “capo”, tutti gli erano  vicini e con lui dividevano questa grande passione, rinunciando anche al riposo domenicale o delle festività.

Questi sentimenti ed atteggiamenti hanno pervaso l’animo di tutti coloro che, nel corso degli anni, si sono avvicendati all’interno del laboratorio e ancora oggi aleggiano nei corridoi di Villa Frisari.

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